Somministrati in Poste Italiane: il 10 settembre è di nuovo sciopero. Alle 10 presidio sotto il Mise
4 settembre 2020
Prosegue la mobilitazione per i somministrati assunti da Adecco ed in missione presso Poste Italiane: nonostante lo sciopero generale e gli incontri con il Ministero dello Sviluppo Economico, la situazione è ancora in una fase di stallo.

E' quanto dichiarato da FeLSACISL, NIDILCGIL e UILTemp in una nota unitaria.

Una vertenza che coinvolge oltre 400 lavoratori e che sembra non interessare l'azienda: non solo non disposta all'apertura di un tavolo con le Parti Sociali, ma che addirittura sta procedendo alla esternalizzazione del servizio portando di fatto, ad una mera sostituzione dei lavoratori alle dipendenze di Adecco, con la parità di trattamento e tutte le tutele e i diritti che la contrattazione della somministrazione ha saputo costruire, con lavoratori con contratto di lavoro di incerta durata e alle dipendenze di un appaltatore. Risultano non rinnovati i contratti scaduti, nonostante le deroghe previste dalla normativa nazionale finalizzata ad agevolare la continuità lavorativa nella fase emergenziale.

Insomma lavoratori lasciati a casa per un verso, altri in sostituzione con condizioni di lavoro più basse dall'altro, è il bilancio della strategia che sta portando avanti Poste Italiane.

FeLSA CISL, NIDIL CGIL e UILTemp ritengono non più procastinabile l'apertura di un confronto con l'azienda, per preservare la continuità lavorativa di lavoratori formati e professionalizzati che,  in un momento catastrofico quale quello della pandemia che stiamo vivendo, hanno sempre e comunque assicurato il servizio, mantenendo i contratti attivi e sospendendo l'esternalizzazione almeno fino a quando non vi sia un accordo complessivo che tuteli realmente i lavoratori in somministrazione.

Per questi motivi, proclamano lo sciopero  per giovedì 10 settembre p.v. che svilupperà sull'intera giornata e prevederà un presidio sotto la sede del Mise a Roma, in via Molise 2.

Il futuro di oltre 400 famiglie non può trovare risposte nel silenzio di Poste Italiane.