Somministrazione: Poste Italiane non riconferma i somministrati dopo 24 mesi di lavoro, nonostante l’impegno durante il periodo di emergenza COVID19
24 giugno 2020
Nella giornata di ieri 17 lavoratori somministrati in missione presso Poste spa, hanno ricevuto una chiamata dalla loro agenzia per il lavoro che gli comunicava la volontà dell'impresa utilizzatrice (poste) di interrompere la loro missione lavorativa.
La volontà di interrompere questi 17 contratti deriva da una interpretazione assolutamente fantasiosa e non condivisibile, che considera il limite dell'anzianità di 24 mesi (previsto per lavoratori temporanei) applicabile anche a questi lavoratori. Questi somministrati infatti non hanno un contratto temporaneo, ma sono stati assunti a tempo indeterminato dall'agenzia per il lavoro anche grazie a due accordi sottoscritti dalle scriventi organizzazioni sindacali con la stessa Adecco. A conferma di questo anche la circolare n.17 del 31 ottobre 2018 del Ministero del Lavoro esplicita che nessuna limitazione è prevista per i somministrati assunti a tempo indeterminato e inviati in una missione temporanea.
Non bastasse le Organizzazioni Sindacali FELSACISL, NIdiLCGIL, UILTemp hanno anche condiviso con l'agenzia per il lavoro la possibilità di intraprendere un percorso di staff leasing, ovvero promuovendo, oltre al contratto a tempo indeterminato con Adecco, che anche l’assegnazione della missione con Poste fosse a tempo indeterminato.
Evidentemente anche questo non è bastato.
Le Organizzazioni Sindacali FELSACISL,NIdiLCGIL e UILTemp esprimono grande sconforto e preoccupazione, perché tutti gli strumenti messi in atto nel settore della somministrazione erano finalizzati a dare continuità lavorativa. Inoltre occorre sottolineare che il destino preannunciato a questi 17 lavoratori, presto o tardi, sarà il medesimo anche per gli oltre 200 somministrati che con scadenze differenti sono impegnati presso Poste.
Le Organizzazioni Sindacali FELSACISL, NIdiLCGIL e UILTemp ribadiscono la loro disponibilità a trovare tutte le soluzioni necessarie per dare continuità lavorativa ai lavoratori somministrati in missione presso Poste, prevedendo anche l'esclusione di questi lavoratori da ogni tipo di graduatoria interna.
Riteniamo infine necessario sottolineare come questi lavoratori negli ultimi mesi abbiano sempre garantito un servizio e svolto con grande responsabilità e professionalità le loro attività, nonostante l'emergenza epidemiologica in atto. Nonostante questo e l'esistenza di soluzioni contrattuali che garantiscono Poste spa, in quanto assolutamente legittime, i contratti vengono interrotti e i lavoratori lasciati a casa.
Per questo Le Organizzazioni Sindacali FELSACISL,NIdiLCGIL e UILTemp chiedono a Poste italiane di modificare la scelta di interrompere i contratti di somministrazione che raggiungono i 24 mesi e di assicurare la continuità occupazionale dei lavoratori in somministrazione in costanza di missione, perché non si può accettare che dopo anni di lavoro vengano sostituiti da altro personale, innescando così un meccanismo di precarietà generale. Pertanto le Organizzazioni Sindacali dichiarano lo stato di agitazione nazionale dei lavoratori somministrati presso Poste spa e si riservano di intraprendere ogni iniziativa necessaria finalizzata a risolvere questa ingiustizia.