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Forma.Temp: tutto quello che c’è da sapere
28 novembre 2023
Forma.Temp è il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione. Da una parte garantisce le risorse finanziarie per qualificare il lavoro in somministrazione, dall’altra offre misure di sostegno per i disoccupati. Scopriamo insieme come funziona.

Cosa sono i corsi Forma.Temp? 

Istituto nel 2000, Forma.Temp (o Formatemp) trova spazio con l’applicazione della Legge n. 196/1997, conosciuta anche come Pacchetto Treu, che ha introdotto la forniture di lavoro temporaneo. Il quadro normativo è stato aggiornato con l’art. 12 del Dlgs. 276/2003

È un fondo che finanzia politiche attive e politiche passive per tutti quei soggetti che: 
  • sono candidati in missione di lavoro iscritti presso le agenzie del lavoro; 
  • sono lavoratori somministrati attivi sia con contratto a tempo determinato che indeterminato; 
  • hanno terminato un contratto di lavoro in somministrazione. 
La sua attività viene svolta con il controllo e la vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Sono finanziate con il contributo pari al 4% della retribuzione lorda che viene corrisposta ai lavoratori somministrati e che è a carico delle agenzie per il lavoro

Le politiche attive del lavoro prevedono corsi di formazione con un ampio raggio di interventi che vanno dall’acquisizione di nuove conoscenze e competenze all’aggiornamento e alla riqualificazione professionale. Per raggiungere nuove skills o consolidare quelle di cui si è già in possesso vengono istituite diverse tipologie di corsi. 
  • La Formazione di Base fornisce conoscenze di carattere generale in alcuni ambiti tra cui salute e sicurezza sul luogo di lavoro, informatica e competenze digitali, orientamento e ricerca attiva del lavoro. 
  • La Formazione professionale mira allo sviluppo di abilità specializzate per rendere la risorsa umana in grado di inserirsi nei contesti produttivi e organizzativi delle imprese utilizzatrici. 
  • La Formazione On The Job tende all’acquisizione delle nuove competenze direttamente sul campo, formando e addestrando i partecipanti all’utilizzo corretto dell’attrezzatura nelle imprese utilizzatrici. 
  • La Riqualificazione professionale è finalizzata al raggiungimento di competenze di base e trasversali o specialistiche che vanno ad aggiungersi a quelle già possedute. 
  • È un obiettivo condiviso dalla Qualificazione professionale che propone contenuti compatibili con i precedenti percorsi sia educativi che formativi intrapresi dai corsisti. 
  • Viene quindi attivata la Qualificazione professionale in affiancamento per i lavoratori in costanza di missione, con la presenza di un tutor aziendale che ha il compito di trasferire le competenze pratiche per lo svolgimento corretto della mansione. 
  • Il Diritto mirato vuole invece agevolare la spendibilità e il reinserimento del lavoratore nel mercato del lavoro, rafforzando sempre competenze e conoscenze. 

Chi paga i corsi Forma.Temp?

Tante offerte per l’arricchimento professionale finanziate dal Fondo e realizzate soprattutto su iniziative delle agenzie per il lavoro che, nel contesto della somministrazione, fungono formalmente da datori di lavoro. 

I corsi finanziati dal Fondo per la formazione dei lavoratori somministrati sono gratuiti: non prevedono infatti costi a carico dei partecipanti e i soggetti autorizzati dall’ANPAL o iscritti agli elenchi Forma.Temp non possono richiedere ed esigere compensi da parte dei lavoratori

Per accedere ai corsi di formazione bisogna consultare l’elenco delle agenzie per il lavoro che risultano ufficialmente iscritte al portale Forma.Temp: una volta individuata quella del proprio territorio, si possono consultare i corsi gratuiti erogati, finanziati dal fondo, attraverso i canali web o recandosi presso la sede dell’agenzia stessa. 


Cos'è il bonus SaR?

Oltre alle politiche attive, Forma.Temp assicura prestazioni di politica passiva, vale a dire forme di sostegno economico anche tramite il contributo del Fondo di solidarietà dei lavoratori in somministrazione. Tra le prestazioni del fondo di solidarietà troviamo il Sostegno al Reddito (SaR). 

Il Sostegno al Reddito è un contributo una tantum di 1.000 euro o 780 euro lordi per i lavoratori a tempo determinato e indeterminato (anche in apprendistato) che: 
  • sono stati precedentemente assunti con un contratto di somministrazione; 
  • risultano disoccupati da almeno 45 giorni; 
  • hanno lavorato almeno 110 o 90 giorni durante gli ultimi 12 mesi a partire dalla data dell’ultimo giorno effettivo di lavoro. 
Il contributo di 1.000 euro al lordo delle imposte previste dalla legge spetta: 
  • ai disoccupati da almeno 45 giorni che hanno maturato almeno 110 giorni di lavoro o 440 ore lavorate in caso di part-time (sia verticale che misto) e contratti con Monte Ore Garantito - MOG e il periodo di riferimento comprende gli ultimi 12 mesi a far data dall’ultimo giorno effettivo di lavoro in somministrazione; 
  • ai disoccupati da almeno 45 giorni che hanno concluso la procedura in Mancanza di Occasioni di Lavoro - MOL. 
Il contributo da 780 euro, anche in questo caso lordi, è diretto invece ai disoccupati da almeno 45 giorni con almeno 90 giorni di lavoro o 360 ore lavorate, in caso di part time e contratti con Monte Ore Garantito - MOG, sempre nell’arco degli ultimi 12 mesi a far data dall’ultimo giorno effettivo di lavoro in somministrazione. 

Oltre al SaR è previsto l’Assegno di Integrazione Salariale per il quale sono richieste almeno 30 giornate lavorative in somministrazione per accedere alla tutela economica a seguito della riduzione o della sospensione dell’attività lavorativa. 


Come ottenere il bonus SaR?

Le richieste per il Sostegno al Reddito devono essere trasmesse esclusivamente online, con il sistema FTWeb. Per presentarle, i lavoratori possono avvalersi dei servizi di assistenza, rivolgendosi agli sportelli sindacali come quelli Felsa CISL

L’incaricato inserisce a piattaforma i dati del richiedente e la documentazione necessaria
  • un documento di identità valido;
  • il codice fiscale/tessera sanitaria; 
  • una copia delle buste paga, tra cui quella di cessazione; 
  • l’Estratto conto previdenziale emesso dall’INPS; 
  • eventuali certificati di malattia, infortunio o maternità; un documento con le coordinate bancarie (IBAN); 
  • la documentazione INPS che attesta il riconoscimento della NASpI in caso di dimissioni volontarie per giusta causa. 
Le domande presentate con modalità diverse vengono considerate come non pervenute.