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Part time ciclico: come funziona e come avere il bonus
4 dicembre 2023
Rientra tra i contratti di lavoro a tempo parziale e prevede l’erogazione di un sostegno economico per i periodi durante il quale non si svolgono attività. Scopriamo insieme cos’è il part time ciclico e come ottenere il bonus di 550 euro per i periodi di inattività. 

Come funziona il part time ciclico? 

Tra i contratti di lavoro part time, quello ciclico (conosciuto anche come multi-periodale) è un modello particolare. 

Prevede infatti che lo svolgimento dell’attività a tempo parziale avvenga solo in alcuni periodi dell’anno. È una tipologia di rapporto che trova spazio, ad esempio, nel settore alberghiero e della ristorazione. In certi periodi al lavoratore, a seconda della stagione, può essere richiesta una prestazione a tempo pieno, a tempo parziale oppure, in altri ancora, non è previsto alcun impiego. 

Un contratto part time ciclico non si basa su un monte ore giornaliero, ma annuale, a seconda della necessità dell’azienda. 

Per far fronte ai periodi non interamente lavorati, è stato riproposto il bonus di 550 euro per i titolari di un contratto part time ciclico. La misura era stata introdotta inizialmente dalla Legge 91/2022 o Decreto Aiuti. 


Chi ha diritto al bonus di 550 euro? 

La conferma dell’estensione dell’una tantum annuale è arrivata con il decreto fiscale approvato dal governo il 18 ottobre 2023. In questo modo la misura è rifinanziata con 30 milioni di euro per i periodi lavorati che fanno riferimento al 2022. 
  • Per il 2023 il bonus è destinato ai lavoratori dipendenti di aziende private e titolari nel 2022 di un contratto a tempo parziale ciclico verticale
  • Il contratto deve prevedere “periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa, e complessivamente non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane, dovuti a sospensione ciclica della prestazione lavorativa”. 
  • Alla data della domanda, i lavoratori non possono essere titolari di un altro rapporto di lavoro dipendente né precettori di NASpI o di un trattamento pensionistico
Il bonus è erogato dall’Inps e la presentazione delle domande scade il 15 dicembre 2023. Per inoltrarle occorre accedere alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” dal portale dell’ente previdenziale o rivolgersi alla professionalità dei patronati come INAS CISL per completare i passaggi in modo corretto. 

Per chi ha già presentato domanda nel 2022 occorre solo presentare la domanda per il 2023: in tal caso la domanda sarà precompilata con i dati della domanda già presentata. 


Quali tipi di contratti part time ci sono?

Nel panorama lavorativo i contratti a tempo parziale sono sempre più diffusi. Da una parte possono essere indice di una maggiore precarietà, dall’altra sono una tipologia che consente di coniugare il tempo dedicato al lavoro con quello per la famiglia o lo studio. 

I part time più comuni sono quelli: 
  • orizzontale; 
  • verticale; 
  • misto. 
Con il contratto part time orizzontale, il dipendente lavora per tutti i giorni della settimana con un orario inferiore rispetto a quello giornaliero a tempo pieno. 

Con il contratto part time verticale, il dipendente lavora a tempo pieno, ma soltanto in alcuni giorni della settimana, del mese o dell’anno. 

Con il contratto part time misto, si ha una combinazione dei due modelli precedenti. In questo caso il dipendente in alcuni giorni lavora con un orario giornaliero inferiore a quello full time, in altri lavora a pieno. 


Quante sono le ore massime di un part time?

Per stabilire qual è l’ammontare massimo di ore all’interno di un contratto di lavoro a tempo parziale occorre partire dal presupposto che l’orario normale di lavoro (o a tempo pieno) è determinato su base settimanale. 

Fatta eccezione per limiti inferiori stabiliti dai diversi contratti collettivi, la base è di 40 ore settimanali di lavoro. Il limite massimo, in ogni caso, non può superare le 48 ore settimanali. 

Con un contratto part time, l’orario di lavoro giornaliero, settimanale o mensile deve essere ridotto rispetto a quanto stabilito dalla legge o dal Ccnl di riferimento per i lavoratori a tempo pieno. 

All’interno del contratto, che deve essere in forma scritta, sono riportate le indicazioni sulla durata della prestazione lavorativa e sulla collocazione temporale dell’orario.