Poste Italiane, la più grande azienda di Stato, il 30 novembre interrompe le missioni ai somministrati
24 novembre 2021

Roma, 24 novembre 2021 - Poste Italiane, ha comunicato che a fine novembre INTERROMPERA' le missioni lavorative di n. 5 lavoratori in somministrazione, confermando un atteggiamento negativo perpetrato già nei mesi scorsi, andando a ridurre in maniera sistematica e continuata l'originale perimetro occupazionale, pur in presenza di un tavolo di confronto aperto al MISE a cui CGIL CISL UIL, insieme a tutte le categorie interessate, hanno richiesto un incontro il 26 ottobre 2021 al fine di trovare soluzioni strutturali e di continuità occupazionale per i lavoratori in somministrazione di Adecco negli ambiti del perimetro delle attività svolte dal gruppo Poste Italiane compreso il settore della logistica, tenuto conto della professionalità dei lavoratori interessati. 

FeLSA CISL, NIdiL CGIL, UILTemp nazionali, ritengono non più accettabile il permanere della condizione di precarietà lavorativa nella quale versano i 420 lavoratori somministrati in missione da circa 3 anni in Poste Italiane che si sono distinti per professionalità e continuità nella prestazione lavorativa in particolar modo assicurando il servizio durante i lockdown. 

Per questo le Organizzazioni Sindacali FELSA CISL NIDIL CGIL UILTEMP nazionali auspicano che il MISE si faccia garante degli impegni sottoscritti chiamando Poste Italiane alle proprie responsabilità verso i lavoratori e le loro famiglie anche per evitare che si affermi un meccanismo di precarietà generale nella più grande azienda di Stato nel nostro Paese. 

FELSA NIDIL UILTEMP nazionali nel valutare negativamente l'atteggiamento di Poste Italiane e considerato i ritardi accumulati al MISE sulla convocazione dell'incontro richiesto PROCLAMANO a livello nazionale lo STATO di AGITAZIONE , il BLOCCO degli STRAORDINARI e della REPERIBILITA' dei lavoratori in somministrazione in missione in Poste Italiane.